domenica 13 settembre 2009

Si ricomincia...

... e stavolta si fa sul serio dopo le varie prove tecniche della scorsa stagione.
Ieri a Caorle ho visto per la prima volta la pall. Treviso 2009/2010. Derby contro la Reyer, ovvero poca roba, ma non posso sottrarmi a qualche considerazione sparsa:

  • preoccupato per Cartier Martin, da quello che ho visto o è pesantemente imballato o si è pescato davvero male. Qui non è questione di pestarsi i piedi con Neal, ma di essere proprio scarsi;
  • Neal inguardabile, ma dicono che il giorno prima avesse fatto i numeri e che fosse stanco, sperem;
  • Hukic ha segnato di tutto, una sentenza dagli angoli, bravo a sfruttare il post per segnare e far segnare, attivo a rimbalzo: dopo le difficoltà iniziali direi che il ragazzo c'è;
  • CJ è sempre lui... Porta fuori la gente la notte prima, gli altri son tutti mezzi morti e invece lui è fresco come una rosa. All'inizio è poco pronto in difesa, poi entra in partita e contro una squadra di legadue fa la differenza anche in pantofole;
  • Renzi ha fatto un grande inizio, anche se la sua difesa sui p&r è sempre un mezzo dramma;
  • Daniel Hackett ha dominato, semplicemente. Troppo grosso, troppo atletico, se poi segna da fuori ogni volta che gli danno un metro non è gestibile dal buon vecchio Garris;
  • De Nicolao ha giocato parecchio, ha perso un paio di palloni ingenuamente, ma sa far girare la squadra, ribalta il pallone e mi ha sorpreso per gli insospettabili garretti. Questo salta davvero tanto e in difesa mette una gran pressione sulla palla. Non mi sbilancio, ma sul ragazzo ci spero;
  • Sandri mai entrato in partita, ma mi dicono un motivo ci fosse;
  • Gentile in pratica all'esordio... Primo tempo con tripla sbagliata seguita da due difese svogliate e istantaneo cambio. Rientra nell'ultimo quarto: in attacco è già roba da serie A, questa è l'impressione. Ha sbagliato parecchi tiri, ma ha una facilità nel crearseli davvero notevole. Certo, contro una squadra di legadue, ma questo quando taglia a ricciolo non lo sposti... Poi va di crossover e bimane a difesa schierata, benvenuto. Certo, ci sarebbe la difesa dove pensa di rendere ogni azione un esercizio di aiuto e recupero dei suoi compagni visto che è sistematicamente battuto. C'è da lavorarci, tanto, tantissimo.

Mancavano Nicevic, Kus e il lituano. Tutto sommato pensavo peggio, anche se i dubbi su Martin sono tali (visto poi in centro Treviso completamente andato, moglie e amica ancora peggio) da pensare che si giocherà regalando uno straniero...

giovedì 26 febbraio 2009

A Torino

La Benetton va a Torino. Vincendo una partita in cui ha difeso malissimo e che lascia mille dubbi. Ma va a Torino, perdio, e chi vi scrive non ci avrebbe scommesso un euro.
Bene così.

lunedì 23 febbraio 2009

Ankaaaraaaa, Ankaaaraaaa

Domani Treviso si gioca l'accesso alle final-8 di Torino, uno degli obiettivi della stagione (insieme a quel benedetto sesto posto in campionato, oltre sarebbe un mezzo miracolo). Lo fa contro una squadra, Ankara, che sta per dare via un giocatore (Kenny Winston, destinazione Real Madrid) e che nei quarti di finale di Coppa Turchia se n'è tornata a casa con 20 punti sul groppone griffati Fenerbahce.
E' andata decisamente meglio alla Benetton che in final-8 si è ritrovata un Bulleri in più nella rotazione. E un Bulleri in versione trevigiana, tutt'altra roba rispetto a quello che si sentiva il mondo addosso in quel di Milano. Un Bulleri che gioca da Bulleri e il fatto che lo faccia subito fa pensare che a Milano non era solo questione di ambiente, di accento dei tifosi o di ferri allentati, c'era dell'altro.
Poi con Siena si è perso perchè nei momenti decisivi a questa squadra manca il leader, ma i leader già fatti costano e se una squadra vuole crearli, allora deve aspettare mesi, forse stagioni.
Treviso torna con Neal e Wallace più convinti nei propri mezzi, con un Soragna che sembra essere quello della prima stagione in biancoverde e con tante cose da sistemare, a partire da Wood che con Siena non ha giocato malissimo ma che può e deve fare altro.

Insomma c'è fiducia, anche se i Turchi potenzialmente non sono una brutta squadra.

Note a margine sulla final-8:
- Langford e Moss sono due giocatori fantastici;
- Siena ha vinto ma l'impressione è che in gara secca non sia tra le migliori d'Europa, non una gran cosa per chi vuole vincere l'Eurolega;
- il doppio palleggio di Boykins non c'era, l'arbitro ha sbagliato, ma avere un arbitraggio come quello del trio in grigio della finale è davvero un lusso;
- le due Virtus se la giocheranno per il secondo posto e potrebbe anche venirne fuori una bella semifinale scudetto;
- Stonerook è un gran giocatore, non bloccasse in movimento sarebbe quasi perfetto;
- il Garbajosa trevigiano dava comunque due piste a questo Stonerook, sia chiaro.

sabato 21 febbraio 2009

Prima di prendere il trentello

Prima di accettare serenamente, pacatamente (cit.) i 30 e più punti che Siena riverserà stasera sulla squadra che ha osato togliergli una coppa Italia da sotto il naso un paio di stagioni fa - la vendetta va gustata nel luogo del delitto... Ma il cinquantello in supercoppa cos'era? L'antipasto? - meglio scrivere due righe sulla partita di ieri. Partita che Treviso ha giocato come gli capita quasi sempre in trasferta nei primi 3 quarti: provando a eseguire il compitino scritto da Mahmuti e se non riesce panico generalizzato. Mentre la squadra che ha regalato al mondo il sogno del Grande Ghemb - che mangia tutto lui? è mussurmano? (cit.) - giocava per vincere, cosa leggermente diversa.
Poi sul -15 Mahmuti ha strappato il piano partita, ha buttato dentro Bulleri e ha giocato coi 4 piccoli con l'idolissimo CJ a giocare in mezzo. Ecco che finalmente Treviso ha giocato a basket con Bulleri a fare il Bulleri (triple, palle perse, assist, vaccate, colpi di genio e tutto il resto), Neal a segnare triple da autentico fenomeno e Wallace a essere uomo ovunque.
Male Wood, portato a scuola da quella valigia di trucchi, simulazioni e bastardate chiamata Garris, e Renzi (che ci ha capito poco sul come difendere il p&r).

Comunque questa partita sarà ricordata per il ritorno di Bulleri: la gestione del p&r, l'isolamento per il canestro decisivo nel supplementare, le triple... Sembrava uno che finalmente può tornare a giocare come sa dopo 3 stagioni in cui lo hanno messo a fare altro. Pensare che ne metta sempre 15 e sia decisivo ha poco senso, ma solo per il tuffo nel passato di ieri sera il suo ritorno ha un senso...

Ah, sui 30 punti con cui vincerà Siena stasera è inutile commentare...

sabato 14 febbraio 2009

A volte ritornano

A volte ritornano: sia i blogger (l'obiettivo è tornare a scrivere un paio di volte a settimana) sia i giocatori.
Dal momento che delle sorti di chi scrive interessa il giusto, meglio perdere un po' di tempo sul ritorno dei giocatori...

Anagrafica: Bulleri Massimo, nato a Cecina il 10 settembre 1977.

Ruolo: nè play nè guardia, autista del pullman messiniano con successi alterni, quando la follia era sana e le gambe rispondevano era semplicemente uno che spaccava le partite.

Carriera: avvistato per la prima volta nel lontano 1996 - più o meno, mi ricordo che Treviso doveva rimontare un svantaggio in doppia cifra e che c'era Zele a tirar stoppate - messo in campo da D'Antoni quando la coppa Italia aveva i preliminari e si giocava ad agosto. Prima B1 e poi A2 in cui convinse, ma senza entusiasmare. Messo a fare il play di riserva con l'arrivo di Bucchi a Treviso (stagione 1999/2000) cominciò a vedere campo - ricordo una grande prestazione in Grecia che lasciò tutti sconvolti: col Paok? Possibile? - e a far capire che in serie A ci poteva stare, eccome. Dopo due anni di lenti progressi l'esplosione sotto D'Antoni con l'apoteosi nella semifinale contro la Virtus: perfetto in gara 3 e decisivo in gara 4 a Casalecchio con canestro decisivo davanti a Messina, Ginobili e tutto il resto. Da lì 3 stagioni messiniane con alti e bassi. Con gli alti che includono canestri decisivi in semifinale di Eurolega contro Siena (sì, era da due, aveva il piede sulla linea, ma chissenefrega), una final-8 di coppa italia dominata, svariati titoli personali (miglior italiano, MVP del campionato e altro ancora). I bassi includono i vaffa ripetuti di Messina e la conclusione della sua avventura in quella maledetta semifinale contro Milano. Da quell'estate, correva l'anno 2005, in cui firmò il contratto della vita con Milano qualcosa in Bulleri si è rotto. Oddio non solo qualcosa: infortuni vari, pressioni eccessive a cui non ha saputo rispondere, una follia sempre meno illuminata in campo. Fino al declino delle ultime due stagioni in cui si è ridotto a essere una comparsa quando va bene, altrimenti nemmeno si toglie la tuta.

Il ritorno: da ieri sera le voci sono insistenti, tanto insistenti che manca solo l'ufficialità. Bobby Dixon va a fare il play titolare in Francia, Markovic, l'impiegato del catasto pluripassaportato, va a Pistoia, il passaporto italico nicevicciano non si vede e Bulleri ha transato con Milano. Se si aggiunge che il suo agente ne parla già di un giocatore di Treviso direi che ci siamo. Bulleri torna col 9 biancoverde sulle spalle. Tornerà anche a essere un giocatore di basket? Non si sa, si narra di un'opzione a favore di Treviso per il prossimo anno se capitasse. Una scommessa pesante e costosa (Bulleri non viene via per due lire) per di più col sapore della più classica minestra riscaldata.
Però una scommessa che evoca dei gran bei ricordi e visto che i soldi non sono di chi scrive: che si scommetta pure, peggio di Markovic Bulleri non lo sarà mai, nemmeno a 50 anni.

Ah, grazie Bobby, spero di leggere di grandi cose in terra francese.

mercoledì 10 dicembre 2008

Le Havre (Pressing 9 dic 08)

La terza gara di Eurocup vede scendere al palaverde i francesi dello S.T.B. Le Havre. La squadra della cittadina francese situata sull'estuario della Senna e affacciata sulla Manica è ancora a secco di vittorie nella competizione, dopo aver perso pesantemente in Russia all'esordio e di misura in casa contro il Besiktas.

Un inizio difficile

L'inizio della stagione per il Le Havre non è stato complicato solo in Europa. In campionato il record recita 2 vinte e 9 perse (e la seconda vittoria è arrivata nell'ultima partita giocata contro lo Chalon) che colloca la squadra allenata da Jean-Manuel Sousa al penultimo posto in classifica. Una situazione tutt'altro che facile e sicuramente inaspettata visto che lo scorso anno era arrivato un ottimo quinto posto in stagione regolare, con il confermatissimo play TJ Thompson a trascinare la squadra. Ripetersi però non è facile per una piccola realtà: Cox e Sommerville, gli altri due grandi protagonisti della scorsa stagione, sono passati alle più facoltose Nancy e Roanne.

Nuovi arrivi

Per porre rimedio al pessimo inizio di stagione la dirigenza si è rivolta al mercato americano firmando la 32enne guardia Danny Strong e il lungo Marcus Slaughter. Strong è una vecchia conoscenza delle leghe europee: sbarcato in Belgio nel 1998, l'ex North Carolina State ha giocato proprio nel Le Havre, che militava nella seconda lega francese al suo arrivo, dal 2000 al 2005 trovando una sorta di seconda casa come dimostra il suo ritorno in questo momento di difficoltà. Slaughter invece è un lungo 23enne di talento che l'anno scorso ha fatto bene con il Gravelines proprio nella lega francese. Alla sua terza stagione da professionista è già alla quinta squadra europea a dimostrazione che il suo carattere è tutt'altro che facile: è arrivato al Le Havre dopo essere stato tagliato dal Bremerhaven, in Germania. Motivo? Si dice lo abbiano trovato a ingozzarsi di patatine e hotdog un'ora prima della gara. Al suo esordio con la nuova maglia ne ha messi 28 con 16 rimbalzi, avrà digerito...

I giovani

Il Le Havre nonostante il momento difficile continua a dar fiducia ai giovani usciti dalla propria squadra giovanile, il “Centre de formation” per dirla alla francese. L'ex nazionale under 20 Fabien Causeaur, classe 1987, è la guardia titolare e nella pro A francese ha una media di 10 punti a sera con oltre il 60% da due in oltre 33' di utilizzo medio. Trova parecchio spazio anche Rudy Jomby, un'ala piccola poco sotto i due metri che nei 20' di media mette a segno 5 punti con quasi il 40% da tre punti. Ma ci sono solo Causeaur e Jomby, sulla panchina francese siedono altri tre giocatori usciti direttamente dalle giovanili: a prescindere dai risultati contingenti il futuro del Le Havre non è in pericolo.

La storia

La Saint Thomas Basket Le Havre è la più antica società di basket di Francia. Nata nel 1924 per l'iniziativa dei fratelli Pineau, la S.T.B. ha partecipato al primo campionato francese nel 1934 ed è rimasta ad alti livelli fino agli anni '60, prima di scendere nelle serie minori. Il ritorno al vertice del basket francese è storia recente: non è nemmeno un lustro che il Le Havre è tornato in pianta stabile nella massima serie fino a raggiungere nella scorsa stagione un sorprendente quinto posto in campionato che gli è valso l'ammissione all'Eurocup (dove ha superato il turno preliminare eliminando l'Ostende). Un risultato che rende orgogliosa una società antica che è rimasta molto legata alle proprie origini amatoriali, agli antipodi di squadre con budget milionari come il Khimki.

Pesaro (Pressing 6 dic 08)

La Scavolini Spar Pesaro non aveva iniziato il campionato nei migliori modi (due sconfitte nelle prime tre gare) ma ha saputo riscattarsi battendo in modo netto tra le mura amiche due delle favorite della stagione: Virtus Bologna e Lottomatica Roma. Domenica scorsa Pesaro ha interrotto la striscia di 3 vittorie consecutive contro Teramo, la sorpresa di questo inizio stagione, restando comunque in gara fino alla fine.

Il nostro miglior nemico

Nell'ottobre di 16 anni fa al palaverde andava in onda la prima rivincita scudetto tra la Scavolini e la Benetton, fresca del suo primo trionfo tricolore ottenuto proprio contro i pesaresi pochi mesi prima. La Benetton era orfana di Vinny Del Negro, ma poteva contare nel talento assoluto di Toni Kukoc e su un ex stella NBA come Terry Teagle. Pesaro nel dopo Darren Day lanciava in serie A una guardia poco più che ventenne che tanto aveva impressionato nella sua Rimini in A2. Il debuttante in serie A quella sera segnò 25 punti in 27' (fu limitato dai falli). 16 anni dopo quel giovane prospetto torna al palaverde dopo aver sfidato la Benetton in due indimenticabili finali scudetto con la maglia della Fortitudo in cui ha firmato una delle migliori prestazioni individuali che si ricordino (41 punti nella gara 5 della finale 1997), aver subito un numero di fischi pari solo al timore che ha suscitato in questi anni ed essere stato la bandiera delle due squadre contro cui la Benetton ha vinto tutti i suoi 5 scudetti. Dopo 16 anni Carlton Myers scende sul parquet del palaverde di nuovo con la maglia biancorossa numero 10, per l'ennesima puntata di una saga che sembra, fortunatamente, infinita.


Mister Hicks

Ci sono giocatori che raggiungono il massimo livello del proprio gioco più vicino ai 30 che ai 20. Il panamense Michael Hicks però è andato oltre e sta giocando la sua miglior stagione in carriera dopo aver scollinato i 32 anni (anche se rispetto al suo capitano Myers è ancora giovane...). Il rendimento in questo scorcio di campionato è quello di un giocatore che può legittimamente ambire al titolo di miglior giocatore della stagione: 19 punti con 5 rimbalzi, 2 recuperi e il 50% al tiro. Ma oltre alle cifre sorprende la continuità (sempre in doppia cifra) e la capacità di trascinare i compagni: un leader silenzioso che si fa sentire su entrambi i lati del campo. Limitare la sua fisicità sarà un compito difficile per Lorbek e Soragna, ma sarà fondamentale per un eventuale successo biancoverde.

Il portiere

Jaleel Deji Akindele è una di quelle storie che capita spesso di leggere ma che sorprendono sempre. Nato e cresciuto in Nigeria fino a 19 anni dove lo mettevano a giocare in porta e a basket giocava solo al campetto, è andato a studiare in America, a Chicago dove i Cougars hanno saputo sfruttare meglio i suoi 213 cm piazzandolo nei pressi di un canestro. La strada da fare è ancora tanta, ma l'incredibile verticalità rende Akindele già un fattore importante nel nostro campionato: 12 punti, 8 rimbalzi e due stoppate a sera sono statistiche sorprendenti per un giocatore che è ancora molto indietro nella conoscenza del gioco. Inoltre le sue mani sono tutt'altro che quadre visto che il quasi 60% dal campo non è frutto solo di poderose schiacciate (che restano la specialità della casa), ma anche di più che discreti movimenti dai 3-4 metri.

Problemi di regia

Pesaro è nelle prime posizioni per palle perse in campionato (18 perse a sera, primato di cui coach Sacripanti farebbe volentieri a meno) e trovare la causa non è così difficile: i problemi fisici di Stanic e Van Rossom . Il belga stasera non sarà della partita: il suo rientro è ancora lontano e la dirigenza pesarese sta cercando sul mercato un possibile sostituto. Coi due registi in difficoltà spesso deve evolvere in posizione di playmaker Ramel Curry, che ha abbastanza talento per fare qualsiasi cosa gli si chieda in un campo da basket, ma a volte finisce con lasciarsi prendere la mano e a perdere qualche pallone di troppo (4 perse a sera per lui). Anche Stanic non è un play che si risparmia quando c'è da provare un passaggio difficile, ma con lui in regia Curry può tornare a fare quello che gli riesce meglio (segnare tanto con pochi tiri) per il bene della squadra e delle coronarie di Sacripanti. Una volta trovato il sostituto di Van Rossom (si parla anche di un ex Benetton: Davide Bonora), la Scavolini Spar inizierà a sistemare uno dei dettagli necessari per centrare il proprio obiettivo: i play off